Archivio per ottobre 2008
…mi piace…
…guidare sull’asfalto appena posato, massaporare il brusìo basso dell’auto che scorre sulla striscia nerissima e dall’aspetto morbido, accogliente.
…indossare quegli abiti ampi e informi, caldi, che avvolgono con onde ridondanti di tessuto, e abbracciano gentilmente.
…leggere alla luce soffusa della lampada, accomodato alla scrivania, assaporando pagine e parole, nel filo impalpabile delle immagini sulla parola scritta, che accompagna in un viaggio ignoto.
…quando il vento scuote leggermente gli alberi che piovono foglie gialle, rosse e marroni, che scrosciano nel loro rumore bianco perfetto su un soffice tabbeto, come neve.
…sarò bellissima!
Spitty Cash risuona tremendo
Da qualche tempo in casa nostra risuona a fasi alterne una musica italo-rumena dalle tendenze vagamente hip-trash-hop. Lui è Spitty Cash e dimostra da subito di essere una nuova proposta della contemporaneità. E’ per questo che il mondo mi fa schifo.
E ricordatevi dei BAMBINI POVRI.
Santa scrivania
Nella mia stanza c’è già più legno che in mezza Foresta Amazzonica. Non esiste un mobile che non sia stato fabbricato in legno, chiaramente multistrato robboso, e nell’ultima puntata s’è aggiunta la scrivania, ma questa volta è stato un parto difficile. Letto, cassapanca, armadio e libreria sono riusciti a raggiungere, opportunamente smontati, il piano rialzato senza troppi problemi, ma la scrivania ha creato qualche grattacapo alla statica tranquillità della scala a chiocciola che mette in comunicazione i due piani.
Infatti abbiamo, a turno, tentato di spingere la plancia di legno su per la scala, ma senza risultato, se non quello di affaticarci, sbombare gli angoli del tavolo in più punti e pestare la coda al gatto, che è schizzato in orbita. Poi, l’illuminazione: smontare la scala. Facile facile. Sbullonata e scardinata, la cara rampetta si è trovata stuprata e sospesa nel vuoto, una scena patetica. Pagando solo il pegno duno sbreco che si stende per tutta la lunghezza della parte inferiore del tavolo, abbiamo spinto la scrivania verticalmente lungo la parete fino a farla saltare direttamente sul pavimento superiore. Missione compiuta.
Se non che adesso la scrivania non ci sta nel posto che avevo designato per lei… uaa uaaa uaaaaaaa…
KanaSD: lo voglio!
M’è preso il trip del lettore MP3 con le SDHC. Cioè il lettore MP3 che non ha una sua memoria interna integrata, ma utilizza memorie normalmente in commercio che, opportunemente stipate di musica, fungono da moderne cassette per il lettore portatile.
Purtroppo i giocattoli che consentono questo approccio (che scala, perché la memoria separata consente di ingrandire l’archivio cambiando semplicemente una scheda e non tutto il lettore), sono pochi e inutilmente pieni di caratteristiche non richieste. Basta dare un’occhiata ai più celebri lettori del genere: il Cowon D2, il Creative Zen, o il SanDisk Sansa: tutti strapieni di video-foto-musica-connettività-colore-allegria che non me ne faccio una fava, e se poi gli do una botta o si riga o me lo inculano, mi girano i coglioni a mille, perché non costano poco.
Così, gira che ti gira, ho trovato un meraviglioso KanaSD, della GreenHouse, una simpatica ditta (manco a dirlo) Jappo, che ha prodotto questo lettorino portatile senza memoria onboard, con batteria esterna tipo AAA (quindi potenzialmente ricaricabile) e in due stilosissime versioni. Per cui… Lo voglio!
Mi sto già attivando per potermelo procurare, e per quei duemila e rotti yen, si può fare. Tra cambio favorevole e scandali alla melamina, me la caverò probabilmente con sedici euro scarsi.
Ovviamente appena avrò messo le mie manine pacioccose su questo nuovo giocattolo, ve ne renderò conto.
Come mi sento nerd!



