Santa scrivania
Nella mia stanza c’è già più legno che in mezza Foresta Amazzonica. Non esiste un mobile che non sia stato fabbricato in legno, chiaramente multistrato robboso, e nell’ultima puntata s’è aggiunta la scrivania, ma questa volta è stato un parto difficile. Letto, cassapanca, armadio e libreria sono riusciti a raggiungere, opportunamente smontati, il piano rialzato senza troppi problemi, ma la scrivania ha creato qualche grattacapo alla statica tranquillità della scala a chiocciola che mette in comunicazione i due piani.
Infatti abbiamo, a turno, tentato di spingere la plancia di legno su per la scala, ma senza risultato, se non quello di affaticarci, sbombare gli angoli del tavolo in più punti e pestare la coda al gatto, che è schizzato in orbita. Poi, l’illuminazione: smontare la scala. Facile facile. Sbullonata e scardinata, la cara rampetta si è trovata stuprata e sospesa nel vuoto, una scena patetica. Pagando solo il pegno duno sbreco che si stende per tutta la lunghezza della parte inferiore del tavolo, abbiamo spinto la scrivania verticalmente lungo la parete fino a farla saltare direttamente sul pavimento superiore. Missione compiuta.
Se non che adesso la scrivania non ci sta nel posto che avevo designato per lei… uaa uaaa uaaaaaaa…

Direi che più che altro tu guardavi. E gli altri faticavano.
Cos’è che non va in quel pezzo di legno merdosoo? L’hai tagliato male come l’eroina con la paraffina?
ll Punkabbestia
giovedì 16 ottobre 2008 alle 19:10
E provare a rimontare la scala al posto della scrivania e viceversa, tipo rampa del salto olimpico di Pragelato?
)
Potrebbe essere un’idea… e dare un tocco di originalità al tutto…
ciao!
daniela
mercoledì 22 ottobre 2008 alle 13:28